Il 22 aprile l'Ambasciata tedesca a Roma ricorda il centenario di Joseph Beuys, artista tra Rinascimento, Illuminismo e XX secolo

2' di lettura 18/04/2021 - L’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, in collaborazione con l’Accademia Tedesca "Villa Massimo", presenteranno, giovedì 22 aprile, "Sguardi incrociati su Joseph Beuys", primo appuntamento in Italia per celebrare il centenario della nascita di Beuys (1921-1986),pittore, scultore e performance artist tedesco

(dalle 18 su https://facebook.com/AmbasciataGermaniaRoma/live, e sul sito dell’Ambasciata tedesca, Bit.ly/100anniBeuys, in italiano, tedesco e versione originale)

L’evento - ricorda un comunicato ufficiale dell'Accademia tedesca - sarà aperto dalla Direttrice di Villa Massimo, Julia Draganović, e moderato da Niklas Maak, Professore ospite all’Accademia di Belle Arti Städelschule; e avrà le conclusioni dell’Ambasciatore Tedesco, Viktor Elbling.

Joseph Beuys era disegnatore, scultore, autore di performance e installazioni, insegnante, politico, attivista. Insieme ai mitici Marcel Duchamp, John Cage e Andy Warhol si annovera tra i più importanti artisti del XX secolo. Cambiò radicalmente l’essenza, la materialità, il linguaggio, la percezione dei limiti e dei compiti dell’arte: ispirandosi, però, alla migliore lezione sia del Rinascimento che dell' Illuminismo europei. Nella sua opera, concepita come universale, Beuys si occupo' - come, appunto, un uomo del Rinascimento e del "Secolo dei lumi" - di umanesimo, filosofia sociale e antropologia.

In gioventù, Beuys aderisce al nazismo entrando nella Gioventù hitleriana. A marzo del '44, durante una missione di guerra sul Fronte orientale, lo Stuka su cui vola, come operatore radio/mitragliere, si schianta al suolo, in territorio della Crimea controllato dai tedeschi, causa una improvvisa tempesta di neve. Il pilota muore sul colpo, lui rimane ferito e verrà recuperato il giorno dopo da una squadra di soccorso e ricoverato in ospedale. In seguito, sosterrà di essere stato salvato dall'intervento di un gruppo di tartari che, trovatolo moribondo, lo curano facendo ricorso alle antiche pratiche della loro medicina naturale.

Tale esperienza - in realtà una leggenda - è stata spesso rivendicata come determinante per il percorso creativo dell'artista, segnato dalla ricerca di un'armonia superiore tra uomo e natura, che spingerà molti critici ad attribuirgli l'appellativo di "sciamano dell'arte". Le esperienze maturate durante la guerra comunque influenzano fortemente l’evoluzione delle sue opere, miranti a una radicale democratizzazione della società. Nel 1964 , Beuys pose fine alla separazione tra biografia e opera artistica: da allora considerò la sua stessa vita come materia da plasmare. Questo modello fu il punto di partenza della sua teoria plastica che, nel 1982, culminava nel contributo sociale-ecologico “7000 querce” alla documenta di Kassel. La sua influenza è tuttora percepibile in vari ambienti artistici e politici.

L’artista fu molto legato all’Italia: il Padiglione tedesco della Biennale di Venezia, Bolognano, Perugia, Napoli, Foggia, Gibellina, ed infine Napoli e Capri, dove soggiornò poco prima di morire e realizzò la sua ultima installazione.






Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2021 alle 21:56 sul giornale del 20 aprile 2021 - 215 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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